Conoscere, tutelare e valorizzare le vie del pellegrinaggio

 

Il Codice dei beni culturali e del paesaggio (Decreto legislativo n.42 del 22 Gennaio 2004) nato nell'ambito della Convenzione europea del paesaggio (Firenze 20 ottobre 2000) divenuta nel 2006 legge dello stato italiano, considera il paesaggio un bene culturale. Intende come paesaggio non solo quello naturale che caratterizza specificamente un certo territorio, ma anche quello derivato dall'azione umana. Le vie storiche sono dunque un "paesaggio", sono dunque anche un bene culturale.

Con le sue iniziative, a partire dalla Giornata dei Cammini Francigeni, la Rete dei Cammini intende soprattutto promuovere la percezione delle vie di pellegrinaggio non solo come vie dello Spirito, ma anche come patrimonio della collettività, da conoscere, studiare, proteggere; luoghi a cui educare le giovani generazioni; luoghi da aprire a tutti e da fruire con cura, intelligenza e rispetto, nella convinzione che il riscoprirli e il ripercorrerli, specie se a piedi, sia una delle forme più appropriate ed intense di rapporto con il territorio e con le comunità che lo abitano.

Dalla lezione di vita del pellegrinaggio a piedi occorre trarre esperienza per un nuovo modo di leggere i luoghi, la storia e i monumenti; per far capire che le vie stesse, con le loro antiche infrastrutture, le loro tradizioni e la loro vicenda, continuano a dare un senso unitario e profondo al territorio che innervano.

I Cammini di pellegrinaggio sono dunque sono anche un importantissimo patrimonio culturale ed ambientale da conoscere tutelare e valorizzare con cura e sapienza. Alle semplici iniziative della Giornata nazionale dei Cammini Francigeni, degli Incontri Nazionali  e a tutte le iniziative che ne discenderanno, fondate sulla concreta pratica del cammino, la Rete dei Cammini affida il compito di avviare una nuova sensibilità a questo fittissimo patrimonio viario: la sensibilità di chi lo ama e lo percorre a piedi, attento a ciò che vede, desideroso di capire, pronto ad aiutare chi, come lui, affronta a piedi le vie del mondo. Memore del fatto che la terra non è dell'Uomo, ma è un bene che egli deve tramandare intatto alle future generazioni.

"La terra è mia, e voi siete forestieri e ospiti presso di me" (Lev 25,23)


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