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RACCONTO DI NATALE 2015

AD OGNUNO IL SUO CAMMINO

Eravamo nella penultima tappa  del Cammino “Da Francesco a Francesco”, in  quella bella campagna  romana fra Monterotondo e  Monte Sacro di Roma.

Di greggi, mandrie di bovini,  cavalli, ne avevamo visti, ma quella pecora da sola, nervosa, che si agitava lontana dal suo gruppo compatto, aveva attirato la nostra attenzione.

Era una pecora nera, forse emarginata per questo. No, non era per questo.  Aveva appena partorito , con la placenta ancora da perdere.  Lo vedemmo dopo: un agnellino bianco. Era a terra, fra l’erba. Bagnato e tremante.  Un cane pastore faceva buona guardia, abbaiando a noi che ci eravamo fermati.

 Per noi che arrivavamo dalle terre di Francesco, questo evento ci è sembrato il giusto compendio del nostro cammino.  Avevamo visto a Greccio il primo presepe, e questa  nascita  ce lo ricordava.  Avevamo toccato i luoghi di tanti miracoli francescani, e questo “miracolo alla  vita” ci stava benissimo.  Qualcuno azzardò un nome: chiamiamolo Francesco! 

 L’agnello si alzò un attimo, tentò un paio di passi, ricadde.  La madre si avvicinò, muso contro muso, quasi incoraggiandolo. Alcuni  di noi avevano fatto , da Assisi, circa mezzo milione di passi. Ma quel primo cammino, stentato e incerto, valeva di sicuro molto di più del nostro. 

Buon cammino, Francesco. 

Franco Grosso - Associazione Storie di Piazza

pecore 


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