CAMMINO DI SAN DALMAZZO

Lungo un itinerario "classico", ricalcante antichissimi percorsi transalpini, il territorio dell'attuale Provincia di Cuneo era collegato con la parte alpina del Nizzardo e della Provenza, in un'ideale, ma concretamente frequentata arteria capace di unire da un lato una delle "parti" della Lombardia, la confluenza Tanaro-Po, e dall'altra la zona Thorame -Digne, vero e proprio ingresso della Provenza, per la Valle del Verdon o la bassa Durence.

Nodi ancora vitali di questo antico percorso, e suoi eponimi, sono la memoria e la chiesa di San Dalmazzo di Pedona, da più di 1500 anni luogo di culto sul sito di sepoltura di san Dalmazzo e dei suoi compagni martirizzati secondo la tradizione nell'anno 254 d.C. vicino alla città romana di Pedona, stazione doganale della Quadrigesima Galliarum.

Nel VI secolo vi venne eretta la prima chiesa e nell'VIII secolo venne fondata l'Abbazia benedettina, nei secoli successivi ricostruita in forme romaniche. Del complesso abbaziale oggi rimane la chiesa basilicale a cinque navate con una cripta. Dopo dieci anni di restauri, nel 2005 la chiesa è tornata ad un nuovo splendore ed è stato creato un ricco percorso museale ed archeologico.

L'espansione dell'Abbazia è testimoniata dalla bolla pontificia di papa Innocenzo IV nel 1246. L'itinerario proposto per la Giornata dei Cammini è il tragitto che dalla dipendenza di sant'Ambrogio in Cuneo giunge alla chiesa di San Dalmazzo in Borgo San Dalmazzo. Il tratto da percorrere si snoda lungo il fiume Stura all'interno del Parco fluviale.